Post

L'offerta di moneta nell'Eurozona

Immagine
La BCE di che cosa tiene conto nel stabilire l’ammontare di moneta legale che serve nell’Eurozona?  "La quantità di moneta, necessaria nell’Area Euro, è stabilita dalla BCE in completa autonomia e in regime di monopolio. Tuttavia, quest’ultima, in base alle regole stabilite dal trattato UE, deve osservare un parametro di riferimento, che è il 2% dell’inflazione, dei Paesi UEM. Inoltre, ne tiene conto dell’andamento ciclico dell’economia dell’area euro e anche dei rapporti di cambio tra l'Euro e le altre valute estere. In questa maniera, può adottare una politica monetaria di tipo espansiva (inflazione sotto il 2%) e restrittiva (inflazione sopra il 2%). Gli obiettivi di politica monetaria della BCE sono: tenere sotto controllo l’inflazione, rendere il più possibile stabile il rapporto di cambio dell'Euro con le altre valute e intervenire per regolare il ciclo economico nelle sue fasi di recessione ed espansione per assicurare la crescita e contenere la disoccupazion...

La moneta e la domanda di moneta

Immagine
Nell’ambito del mercato qual è la differenza tra le merci e la moneta?  “In premessa è opportuno far presente che in ogni mercato è negoziata una merce specifica (beni di consumo, beni di investimento e il lavoro) contro una quantità di moneta. Da quest’affermazione emerge che, a differenza delle altre singole merci negoziate, la moneta è presente in tutti i mercati, mentre ogni singola merce rimane confinata nel suo singolo mercato”.  Cosa s’intende per moneta legale? “Tralasciando l’evolversi dell’aspetto storico e giungendo alla moneta oggi a corso legale, nell’area dell’Euro zona e precisamente nel nostro Paese circolano: le banconote o carta moneta, stampate dalla Banca d’Italia, e le monete metalliche o divisionali coniate dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato. Tuttavia il quantitativo, nell’area euro, di circolazione di moneta legale è stabilito dalla BCE”.  La moneta legale ha potere liberatorio. Ciò che significa? “Il pagamento in...

Il consumo delle famiglie

Immagine
La tradizione keynesiana pone, nel breve periodo, che il Pil effettivo dipende dalla domanda. Infatti, le imprese, prima di stabilire il loro ammontare di produzione, analizzano attentamente l’andamento della domanda  attesa. Se quest’ultima cresce, anche gli imprenditori sono disposti ad aumentare il loro volume di produzione e viceversa.  Per semplificare l’analisi economica, immaginiamo che il modello economico esula dall’operatore estero e il sistema economico opera in regime di economia chiusa. La formula della domanda è la seguente:  D = C+I+G. Le scelte degli imprenditori di aumentare sia la forza lavoro, sia il numero di impianti/macchinari dipende dall’incremento dei componenti della domanda.  A questo punto, si deve capire da che cosa dipendono i componenti  della domanda. Dopo, è necessario individuare le cause delle scelte dei consumatori, delle imprese e dello Stato . Tutto ciò, allo scopo di comprendere come si realizza, i...

Crescita e occupazione

Immagine
La tradizione keynesiana  parte dal presupposto che la domanda di lavoro è influenzata dalla domanda effettiva (la formula della domanda aggregata è: D = C+ I + G+ E-M). Per semplificare supponiamo di prendere in esame due componenti di essa: il consumo e gli investimenti. Immaginiamo di non coinvolgere l’operatore estero (ESPORTAZIONI - IMPORTAZIONI) e l’intervento dello Stato (G=spesa pubblica). Come risulta noto, la domanda di beni di consumo è pressoché stabile, invece la domanda di beni di investimento è molto instabile e sensibile ai cambiamenti. I fattori che influenzano quest’ultima sono: la variazione del saggio di interesse e le attese di profitto da parte delle imprese (saggio di rendimento futuro dell’investimento attualizzato a oggi, quello che Keynes chiama: “Saggio dell’efficienza marginale del capitale”). Che cosa comporta una bassa domanda effettiva, in un periodo di recessione, quando le aspettative delle imprese, in merito al saggio dei profitti, sono incert...