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Crescita e occupazione

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La tradizione keynesiana  parte dal presupposto che la domanda di lavoro è influenzata dalla domanda effettiva (la formula della domanda aggregata è: D = C+ I + G+ E-M). Per semplificare supponiamo di prendere in esame due componenti di essa: il consumo e gli investimenti. Immaginiamo di non coinvolgere l’operatore estero (ESPORTAZIONI - IMPORTAZIONI) e l’intervento dello Stato (G=spesa pubblica). Come risulta noto, la domanda di beni di consumo è pressoché stabile, invece la domanda di beni di investimento è molto instabile e sensibile ai cambiamenti. I fattori che influenzano quest’ultima sono: la variazione del saggio di interesse e le attese di profitto da parte delle imprese (saggio di rendimento futuro dell’investimento attualizzato a oggi, quello che Keynes chiama: “Saggio dell’efficienza marginale del capitale”). Che cosa comporta una bassa domanda effettiva, in un periodo di recessione, quando le aspettative delle imprese, in merito al saggio dei profitti, sono incert...